Erika (Maria Tango) Martinazzoli, tripolare per scelta. Visual Artist, focalizza la propria ricerca sul rapporto tra la dimensione umana e gli ambienti circostanti. La sua pratica indaga ciò che permane ai margini dei sistemi di valore dominanti: persone, materiali, gesti e tracce che eccedono la logica dell’efficienza e della produttività. In un contesto post-capitalista segnato da iperconnessione, accelerazione e smaterializzazione dell’esperienza, il residuo emerge come unità critica, come testimonianza di un tempo non ottimizzato e di una presenza che resiste alla completa assimilazione.
Attraverso sculture, installazioni e performance, con l’uso del corpo e della mente – dello spazio fisico e interiore oltre a quello virtuale, affronta temi sociali, urbani e domestici tramite persone, dati, materiali di uso comune spesso trovati che divengono materia d’indagine. Esplora la dicotomia insita nella realtà e nella tecnologia, la fugacità del tempo, l’effimero e il residuo. Lavora sulla materialità di ciò che resta, attivando processi di raccolta, trasformazione e cristallizzazione. Il residuo diventa così un dispositivo performativo: non un semplice scarto, ma una soglia in cui memoria, corpo e spazio si incontrano.
EMTM